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Reparti d'arma

Al termine della prima Guerra Mondiale, si sviluppò un particolare associazionismo: quello dei cosiddetti Reparti d'Arma. Per alcuni di essi l'anno di costituzione è immediatamente seguente a quello della fine del conflitto, mentre per altri, avendo più vecchie tradizioni, in questi anni avvenne un forte risveglio e spinta associativa. Alcuni "reparti", infine, vennero più tardi formati come si descriverà nell’apposita pagina.
I  Reparti d'Arma, come si può facilmente intuire, sono raggruppamenti fra ex combattenti di tulle le guerre che appartennero alla stessa arma, che posero alla base delle loro attività associativa la collaborazione per realizzare, in rapporto con il carattere e le possibilità dei diversi reparti, principalmente:
  • l’azione di educazione e di propaganda svolta a mezzo dei rispettivi periodici o fogli d'ordini
  • le adunate
  • lezioni e conferenze
  • esercitazioni
  • iniziative agonistiche

Le varie armi presero nomi diversi, come: gruppi, legioni, ma soprattutto reggimenti.
Nel 1937, il Gran Consiglio del Fascismo deliberò il passaggio di tutti i Reparti d'Arma alle dipendenze del P.N.F.. Il provvedimento sanzionò uno stato di fatto che era già da tempo una realtà, e confermò in modo solenne l'alto valore politico e guerriero di queste compagini di vecchi e giovani soldati.
II 21 dicembre 1938, i Reparti ebbero dal P.N.F. la loro Carta Statutaria con la comune finalità stabilita dall'art. 5: <collaborare con il partito e le Forze Armate ai fini della preparazione militare della Nazione>.
I Reparti d'Arma, così costituiti, sono 11 e cioè: